Chi non si è mai ritrovato a pensare a come sarà la sua vita lavorativa dopo l’Università?

Spesso capita di alternare momenti dove ci si immagina alle prese col lavoro della propria vita e altri dove si è colti dallo sconforto di perdersi in mezzo a una successione di contratti a tempo determinato.

Esiste un modo per mediare le due realtà?

JECatt è sicuramente un’ottima risposta.

Si tratta di un’associazione non-profit gestita dagli studenti, che offre servizi di consulenza come una vera e propria impresa, dove si risolvono problematiche che inevitabilmente si riproporranno una volta tolta la corona di alloro.

Lavorare in questa realtà conferisce un indiscutibile PLUS: si tolgono le vesti dello studente, tutto libri e appunti, e si vestono quelle del candidato ideale per qualunque azienda.

Le collaborazioni e i progetti di cui si occupa JECatt permettono di formare una persona a 360 gradi, che sia in grado di:

  • Saper affrontare la realtà al di fuori del mondo universitario protetto;
  • Saper gestire imprevisti dell’ultimo minuto, la pressione e superare i propri limiti;
  • Sapersi vendere, con grinta e consapevolezza.

Ciò che ci aspetta una volta laureati è una realtà che non perdona errori: ci viene data una possibilità per farci notare, convincere che siamo tutto ciò che il recruiter sta cercando, anche dopo aver risposto alle domande più assurde mai viste in un colloquio di lavoro.

Come arrivare preparati a tutto ciò?

È bene dire che gli studenti si dividono in due categorie: chi aspetta che le opportunità arrivino e chi se le crea o se le cerca; ecco JECatt lavora e forma i secondi.

L’obiettivo dell’associazione è rendere i suoi membri trasversali, reattivi, con la convinzione che non si smette mai di migliorarsi.

L’ascesa di JECatt è stata rapida e non ha tardato a farsi notare: nel 2016 è stata nominata “Most Enterpreneurial JE”, sbaragliando Junior Enterprise di rilievo nazionale e non è sicuramente finita qui.

JECatt è un addestramento continuo, una strada più battuta verso il futuro lavorativo, un flash forward di dove e come vogliamo tagliare il traguardo.

Chi ha davvero le qualità per entrare in JECatt?

La selezione non ha a che fare con il curriculum universitario, ma con attitudini che ciascuno si porta dentro e a cui non riesce a dare spazio: se si vuole fare un upgrade professionale della propria persona, impiegando al meglio i propri anni universitari, vale sicuramente la pena di partecipare al recruitment.

Dopo averlo superato con successo si affronteranno una task trasversale in team e più task specifici per area, volti a determinare la reale motivazione dello studente in prova.

L’organico dell’associazione può contare su soci con background diversi, che spaziano dal mondo dell’economia alla psicologia ed è diviso in sei aree: Human Resources, Marketing e Comunicazione, IT, Audit, Commerciale e Legale.

Come affrontano i neo-selezionati tutto questo?

Posso garantire che in un primo momento si viene travolti da un mix di entusiasmo e paura, dati dalla consapevolezza di poter entrare a far parte di un gruppo in cui passioni e idee hanno un risvolto concreto, ma anche dal timore di non essere all’altezza degli altri talentuosi soci in prova.

All’inizio la sicurezza di aver fatto un buon lavoro non è scontata, ma se l’impegno, la precisione e l’originalità che ci si mette sono massimi, i risultati non potranno che essere positivi. Ciò che JECatt in questo periodo mi sta insegnando è che il lavoro individuale, se fatto con cura, ripaga, ma quello di gruppo può portare a soluzioni migliori e inaspettate.

Spesso capita di avere un progetto o un’idea, ma di pensare che non siano abbastanza: abbastanza interessanti o abbastanza realizzabili.

Ecco, una JE è professionale ed efficiente come una piccola impresa, ma anche stimolante: è un luogo dove si impara a non rimandare o aspettare la fine dell’Università per investire su sé stessi, né per prefissarsi obiettivi professionali ambiziosi nel lungo periodo.