In quanto Junior Enterprise che si occupa di fornire servizi di consulenza aziendale, il modello a cui aspiriamo è quello dei maggiori player sul mercato. Emulare i loro processi di funzionamento interno però, non è l’unico punto di riferimento da cui si può apprendere.

Negli ultimi anni infatti, le aziende hanno sperimentato differenti modelli di organizzazione del lavoro e delle mansioni, approdando al ben noto coworking.

Grazie a questo trend in forte crescita, persone con background diversi si riuniscono in un unico spazio lavorativo che favorisce la prossimità e anche, perché no, un bel mix di idee.

Anche in JECatt si è diffusa da tempo la consapevolezza che buone performance presuppongono lavoratori felici e non viceversa, com’era comune pensare nelle organizzazioni gerarchiche.

Secondo il World Health Organization l’assenteismo, il basso rendimento, la bassa condivisione dei valori aziendali sono tutti fattori da imputare a un ambiente di lavoro negativo.

 

Quali sono quindi, sia a livello micro, di Junior Enterprise, che macro, di azienda, i vantaggi della proximity tra colleghi?

  • Aumento delle sinergie del gruppo: grazie ad un confronto continuo tra lavoratori specializzati in campi simili o differenti, il singolo non vive sensazioni negative come la paura di non riuscire ad affrontare uno scenario imprevisto, la tendenza ad isolarsi e il circolo vizioso che ne segue. Bisogna abbandonare il timore di perdere la propria identità aziendaleentrare a far parte di una comunità con una forte cultura, dove lo scambio e la condivisione con altri coworker è all’ordine del giorno, aiuta a definire ancora meglio le caratteristiche di ciascuno.
  • Aumento del benessere fisico: potrà sembrare irrilevante, ma lavorare avendo a disposizione una mente e un corpo allenato motiva a spingere le proprie performance verso livelli sempre più ambiziosi.
  • Aumento delle opportunità di crescita: la rete di conoscenze professionali e personali che è possibile costruire in un contesto simile può essere sfruttata sotto molti punti di vista differenti. Essa infatti non offre solo un gruppo di persone altamente qualificate con esperienze settorialmente differenti, ma anche occasioni di networking, training guidance meno costose e più redditizie.
  • Torna in auge la fiducia: già, proprio la fiducia, questa sconosciuta. In un’epoca in cui la diffidenza ci porta a pensar male persino del nostro migliore amico (perché fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio), i coworking rompono ogni schema e fanno della fiducia il valore fondante dell’economia collaborativa. Alle piattaforme dedicate spetta il compito più difficile: sviluppare un rapporto di questo tipo non solo fra i coworker che lo abitano, ma con il luogo di lavoro stesso. I professionisti che decidono di avvalersi di tale spazio sanno cosa significa lavorare in uno spazio condiviso e sposarne le intenzioni è alla base del rapporto collaborativo che dovranno instaurare con esso.

 

Lavorare con persone con una mindset simile alla nostra, oltre una certa soglia, non è per nulla stimolante: è fisiologico che col passare del tempo le dinamiche di gruppo si appiattiscano e sfocino in una routine.

Mettere in discussione il proprio modo di lavorare ed affrontare determinati progetti è ciò che le Junior Enterprise in prima persona si pongono come obiettivo: la formazione e il confronto continuo con esperti aziendali ci permette di fissare obiettivi sempre più challenging.

La vera ricchezza che JECatt offre è la trasversalità dei propri Soci: se nel momento in cui ho iniziato il mio periodo nell’Associazione avessi provato a prevedere le skill che avrei appreso probabilmente avrei solamente scalfito la punta dell’iceberg.

Lavorare in mezzo agli altri, con gli altri non è sempre semplice, ma la prossimità stimola la produttività e quando produttività e soddisfazione si incontrano, nascono i progetti più grandiosi.

 

Gaia Bergamaschi