“Lo smart working è una nuova organizzazione del lavoro più attenta alla persona e alle sue esigenze e per questo flessibile, orientata alla responsabilizzazione e alla fiducia così afferma Pino Mercuri, direttore delle risorse umane di Microsoft Italia. 

Il colosso americano ha adottato, ormai da anni, strumentazioni tecnologiche dando vita al cosiddetto “Digital Workspace” che ha rivoluzionato il modo di concepire gli spazi di lavoro e il modo di sfruttare le tecnologie di comunicazione.
I risultati eccellenti nei mercati in cui Microsoft è presente non si sono fatti attendere, in primis in termini di produttività e ottimizzazione dei costi aziendali, ma anche di riduzione dello stress e gratificazione delle persone.
In un’ottica di smart working, il Digital Workspace consente non solo autonomia nella scelta degli spazi e degli orari di lavoro, ma anche una maggiore responsabilizzazione dei dipendenti stessi.
Il fatto che tale metodologia sia adottata da un numero sempre maggiore di aziende dimostra che l’utilizzo più efficace degli strumenti tecnologici a disposizione, permette anche di incrementare la produttività, incoraggiando modalità di lavoro basate sulla collaborazione e non solo su gerarchia e burocrazia.


JECatt, perseguendo e incentivando la creatività dei soci e la crescita della produttività con alti standard qualitativi, ha accolto positivamente tale modus operandi. Infatti, grazie a software di collaborazione aziendale quali Slack, Podio e Google Drive diventa possibile vincere i vincoli spaziali e temporali procedendo nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Il modello di business di JECatt e delle altre Junior Enterprise si basa sull’applicazione sistematica di questi processi. Infatti, grazie a strumenti che permettono di rimanere sempre connessi e di interagire a distanza, si riesce a sopperire alla mancanza di una sede fisica di lavoro, permettendo il raggiungimento degli stessi risultati in termini sia qualitativi che quantitativi.
Dunque, sfruttando la potenzialità degli spazi digitali, è possibile l’esecuzione da remoto delle proprie mansioni, grazie anche ad un’organizzazione interna focalizzata sulla responsabilizzazione e sulla definizione degli obiettivi ex-ante.


L’Area Audit, responsabile della raccolta e del monitoraggio dei flussi informativi generati dal lavoro delle altre aree (commerciale, HR, R&D, legale e comunicazione) ha la possibilità di sfruttare a pieno questa metodologia di lavoro; infatti i dati vengono sia raccolti che elaborati a distanza e i processi diventano sempre più standardizzati. 

In che modo gli strumenti di collaboration aumentano la produttività?
Ognuno di noi percorre una strada diversa per arrivare all’obiettivo prefissato: chi svolge il proprio compito gradualmente o chi preferisce concentrare i propri sforzi in determinati momenti della giornata; dunque potrebbe essere controproducente obbligare un lavoratore a determinate costrizioni quali il luogo o l’orario di lavoro. Lo smart working, sfruttando il Digital Workspace, va oltre la dematerializzazione, in quanto interessa direttamente l’esperienza dell’utente che guadagna in termini di benessere personale, creatività e fiducia.
Quindi lavorare da casa con i propri device e con la possibilità di essere connessi e interconnessi equivale ad essere presenti in ufficio, anzi, secondo molti studi si lavora meglio.

Sofia Broggi
Area Audit