Quando si parla di innovazione, il dizionario Treccani propone la seguente definizione: “innovazióne – L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione et similia” Oppure “Ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento politico o sociale, in un metodo di produzione, ecc”.

Cambiamento, trasformazione e miglioramento sono gli obiettivi che il processo innovativo si prefissa. Ed è da questo pensiero che l’Associazione ha deciso di intraprendere un iter di analisi interna per crescere, innovare ed implementare la realtà JECatt.

Per gli economisti il concetto di innovazione ha sempre sollevato un dibattito, personalità come Hessen o Bernal, entrambi economisti di scuola marxista, in disaccordo poiché il primo ritiene che la scintilla dell’innovazione sia la trazione della domanda, mentre Bernal evidenzia che la ricerca prosegue in maniera indipendente e separata rispetto al mercato ed è proprio questo che, a suo parere, caratterizza la scoperta e di conseguenza innovazione.

Per citare un altro filone di pensiero, secondo l’economista Schmoockler, per esempio, la principale spinta all’innovazione deriva dal cambiamento della domanda: innovazione ed invenzione sono conseguenti alle variazioni della domanda di mercato.

Freeman, invece, non ha preso posizione ma si è limitato a raggruppare i diversi studi svolti da alcuni economisti in due scuole di pensiero “Tesi di trazione della domanda” e “tesi di trazione della spinta scientifica e tecnologica”, dando al lettore la possibilità di interpretare.

Come innovare, quindi, se il concetto stesso non ha una ricetta e nemmeno una visione condivisa?

Quando si lavora in un’azienda l’innovazione diventa una sfida che bisogna fronteggiare di giorno in giorno. Lo stesso vale per un’associazione studentesca, anche se la sfida stessa viene resa ancor più interessante per le peculiarità che caratterizzano JECatt; l’alto turnover, il passaggio di conoscenze tra i soci e la gestione attiva di una vera e propria azienda di consulenza possono far perdere il focus sulla struttura e sull’associazione.

Per comprendere che aspetto possa avere il percorso che abbiamo intrapreso, cercherò di ripassare le fasi più importanti che ci hanno portato a concludere questo progetto, che ha preso il nome di “JECatt Innovation”.

DICEMBRE 2017

I responsabili d’area ed il Consiglio di Amministrazione decidono di intraprendere un percorso di “cultura del progetto” (http://www.giaccardiassociati.it/2018/04/19/durante-milanodesignweek-2018-inizia-il-percorso-jecatt-innovation/) definizione che lo Studio Giaccardi & Associati ha dato all’iter di coaching.

Un consulto strategico esterno, privo di bias intrinsechi dati dal forte senso di appartenenza ad una realtà come JECatt, è stata la scelta a cui l’Associazione ha deciso di affidarsi per la strutturazione dello studio.

GENNAIO 2018

Iniziano col nuovo anno i buoni propositi, e così anche il nuovo anno in JECatt parte all’insegna di workshop di autoanalisi che danno il là al progetto. Prima di proseguire però, sessione esami: arriviamo!

APRILE 2018

Composizione del team e via ai lavori! In concomitanza con la settimana del Fuori Salone (aka Design Week), i nostri studenti-consulenti si mettono all’opera dividendosi il lavoro: studio della domanda (focalizzata sull’analisi dei clienti), studio offerta (settore della consulenza ed ambiente competitivo), survey interna e survey esterna (volte ad identificare la visione di JECatt a 360°, secondo la percezione di Alumni, Partner, Clienti ed altri stakeholder).

SETTEMBRE 2018

I lavori proseguono e dopo l’estate si continua con la reportistica, che porterà alla luce le linee guida per un’innovazione sostenibile e ad hoc per la Nostra Associazione ideale.

“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.”

CARL GUSTAV JUNG

Stay tuned.

 

Giulia Campanati

International Manager