In giapponese “Kaizen” significa cambiare in meglio, impegnarsi gradualmente nel raggiungimento di piccoli risultati che portano ad un miglioramento generale e continuo. Si compone di due termini giapponesi “KAI” (cambiamento) e “ZEN” (buono, migliore), coniati dall’economista Masaaki Imai alla fine del Novecento.

Si tratta di una vera e propria filosofia di business che fa riferimento ai successi che caratterizzano la crescita economica del Giappone negli anni ‘80, con particolare riferimento alla Toyota, prendendo anche il nome di Toyotismo

Nell’ambito aziendale riguarda infatti i processi e le attività che portano ad un miglioramento graduale e costante che coinvolga l’intera organizzazione. Si basa sulla visione del rinnovamento a piccoli passi, da compiersi giorno per giorno e con continuità in una logica bottom-up

Alla base del miglioramento vi è il presupposto che tutti dovrebbero essere interessati al successo aziendale e al raggiungimento dei suoi obiettivi e quindi è importante e indispensabile l’impegno da parte di tutti. 

Si contrappone al concetto di innovazione, infatti a differenza della cultura occidentale, in cui si ricerca un cambiamento immediato e drastico che prende vita principalmente da importanti investimenti e innovazioni tecnologiche, il “kaizen” si basa su un processo più lento e graduale che richiede il costante impegno di tutti i membri dell’azienda e in cui anche il più piccolo cambiamento può avere un grande impatto futuro.

Il concetto di “kaizen” comprende una vasta gamma di idee, implica rendere l’ambiente di lavoro più efficiente ed efficace creando un’atmosfera di squadra, migliorando le procedure quotidiane, garantendo la soddisfazione dei dipendenti e rendendo il lavoro più appagante, meno faticoso e più sicuro. Secondo l’approccio nipponico infatti l’umanizzazione del posto di lavoro ad ogni livello e processo comporta un aumento della produttività.

Il metodo “kaizen” si basa sul concetto di ciclo PDCA (plan, do, check, act). Si tratta di un processo che si compone di una fase di pianificazione delle attività e dei processi che possono essere migliorati e la successiva realizzazione degli stessi, monitorando giorno per giorno che i miglioramenti ottenuti siano in linea con quanto pianificato.

Anche se più frequentemente connessa al mondo aziendale la filosofia “keizen” può essere applicata anche al miglioramento personale. Quest’ultima si basa sul presupposto che il successo prende origine dal cambiamento, da piccole azioni perpetrate nel tempo che portano piccoli risultati continui.  Solo così è possibile evolversi e migliorarsi, uscendo dalla propria comfort zone, mettendosi in gioco e spingendosi al di là dei propri limiti. 

Anche in JECatt il successo nella realizzazione efficiente dei processi deriva proprio dall’aver trasformato questo principio in un eccellente sistema di gestione dell’associazione. Tutti sono coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi con un impegno costante e continuo che si riflette nella crescita personale dei singoli membri e allo stesso tempo nello sviluppo dell’associazione. È importante infatti apportare ogni giorno piccoli cambiamenti il cui effetto complessivo rappresenta un processo di miglioramento dell’intera organizzazione. Far parte di JECatt rappresenta una sfida personale, addentrarsi in un lungo viaggio che inizia proprio con un piccolo passo. 

Beatrice Dal Dosso
Area R&D