Cultura aziendale: un concetto difficile da definire, soprattutto nell’ambito di una Junior Enterprise. L’alto turnover e la diversità di background scolastici e personali sono solo alcune delle caratteristiche che rendono più complessa la definizione di ciò che si intende per corporate culture. Tuttavia, questa Associazione è riuscita a porre delle basi forti e concrete per costruire e trasmettere la propria sfera di valori.

 

Faccio ormai parte di JECatt da mesi, ho sperimentato un periodo da consulente e ora ho l’onore – e l’onere – di essere la Responsabile di un’Area formata da una decina di persone. Per quanto sia complesso, ho capito sulla mia pelle l’importanza di trasmettere i valori propri di questa organizzazione: professionalità, impegno, duro lavoro, perseveranza e naturalmente quel pizzico di imprenditorialità che ci contraddistingue, anche a livello nominativo (cfr. Junior Entrepreneur). Tuttavia, ciò che questa Associazione trasmette non rientra solo nell’ambito lavorativo: in questo percorso di crescita, ognuno di noi “studenti-consulenti” impara a gestire il proprio tempo tra Università e progetti per clienti, a lavorare in team e a fidarsi dei propri colleghi, a comprendere i bisogni delle persone con cui si opera e a ragionare come una macchina ben oliata per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Per quanto possa sembrare scontato per chi è già ben rodato nel mondo del lavoro, in realtà questa è una grande sfida: rapportarsi con persone differenti, che ragionano in modo diverso e hanno convinzioni differenti, aiuta a maturare e a mettersi alla prova giorno per giorno.

 

Ninja Marketing, in un articolo datato, ma tuttavia attuale per il suo contenuto, racconta i 10 pilastri della cultura aziendale; in breve, essa non è nient’altro che una serie di credenze, norme e soprattutto valori condivisi da una organizzazione nella sua totalità. Molte di queste caratteristiche elencate nell’articolo mi hanno colpita particolarmente, perché sono applicate ogni giorno all’interno di JECatt:

  • Il “cameratismo” è fondamentale: ad oggi, siamo un gruppo di circa 50 individui che collaborano e vengono coordinati come una piccola società di consulenza a tutti gli effetti. Sin dal primo giorno in cui sono entrata a far parte di questa realtà, ho subito notato la compattezza dell’Associazione, quanto sia importante il Team Building e di quanto ci si conosca anche al di fuori degli aspetti strettamente legati al lavoro da svolgere. In questo modo, si riesce a conoscere pregi e difetti di coloro con cui si collabora, così da adeguare il proprio comportamento per rispettare gli altri nella loro emotività e nella gestione delle competenze che servono per raggiungere gli scopi associativi.
  • Il “celebrare i meriti” per le Junior Enterprise è un punto fermo: essendo Associazioni no-profit dove gli utili non vengono divisi tra i Soci, l’impegno e le competenze di ciascuno vengono costantemente premiate tramite un complesso sistema di valutazione interna ed anche tramite riconoscimenti internazionali. JECatt è riuscita a raggiungere traguardi importanti: con orgoglio, ci siamo posizionati secondi come JE più promettente in Europa e primi come JE con lo sviluppo più sostenibile in Italia, grazie alla crescita esponenziale che si è verificata nel corso del 2017. Non solo, all’interno dell’organizzazione è stato istituito il premio di Miglior Junior Entrepreneur in base a metriche e KPI che la nostra Area Audit ha accuratamente selezionato, basati principalmente sui progetti interni ed esterni a cui si ha partecipato.
  • Il “commitment to learning” è ciò che ci spinge a far parte di questa realtà: formazione continua, volontà di mettere in pratica ciò che si studia sui libri aggiungendo l’innovatività di una mente fresca sono le caratteristiche che contraddistinguono un Junior Entrepreneur. Questa caratteristica fondamentale della cultura aziendale è forse ciò che rispecchia il vero cuore delle JE, ovvero il mettersi in gioco per colmare il gap tra studio e lavoro continuando a imparare ogni giorno cose nuove.
  • Il “chronicles”, l’ultimo punto elencato nell’articolo sopra citato, si spiega nel desiderio di “far parte di qualcosa di unico e speciale”. Posso assicurare che essere un JEur è esattamente questo: un JEur viene catapultato all’interno di una realtà nuova, fresca, stimolante e diversa da tutto ciò che si può sperimentare nel corso degli studi universitari; ci si trova all’interno di una famiglia, composta da persone brillanti, intelligenti ed anche leggermente competitive che si focalizzano sul miglioramento di se stessi e dell’organizzazione, che insegnano a chi è appena entrato in questo mondo a rapportarsi con la novità, con le difficoltà che sorgono inevitabilmente nei primi periodi, con ciò che è più grande di noi e, quindi, spaventa. JECatt e i suoi Soci costituiscono un forte nucleo da cui apprendere e grazie al quale si riesce a risolvere ogni problema.

 

Per creare quest’atmosfera, infatti, JECatt si impegna ogni giorno a costruire rapporti basati sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla lealtà: per quanto la professionalità, la perseveranza e l’imprenditorialità siano i core values, è altrettanto importante che ci siano valori appartenenti alla sfera emotiva/umana che spingano questa macchina verso nuovi orizzonti. È fondamentale che ci sia una base di chiarezza e di limpidità, perché nei momenti difficili è questo ciò che fa la differenza per potersi affermare e fare quello stepin più tanto agognato: non basta essere bravi in ciò che si fa, bisogna essere persone sincere, disponibili e vere per non incappare in problemi che vanno oltre la sfera lavorativa.

 

E non è forse questo ciò che rappresenta una buona cultura aziendale?

La “volontà” di lavorare con persone moralmente corrette può così produrre un livello soddisfacente di “felicità” e la piacevolezza di lavorare in un clima sereno e disteso.

 

Laura Resnati

Marketing & Communication Manager