Oggi si sente parlare sempre più spesso di responsabilità sociale e ambientale, di attenzione al green, alle fonti rinnovabili e alla sostenibilità in senso ampio e generico. L’ambito aziendale non ne è escluso, anzi, anche il legislatore italiano ha imposto nel 2016, per alcune aziende, la redazione della cosiddetta Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario.

Si tratta di un documento qualitativo e quantitativo attraverso cui l’azienda deve dar conto a tutti gli stakeholders di quanto è stato fatto in tema di sostenibilità ambientale, di sicurezza sul lavoro, di energie rinnovabili, sullo stato di salute dei dipendenti, sulla lotta alla corruzione e il rispetto dei diritti umani. Tutto ciò, riassunto in un acronimo, prende il nome di CSR, ovvero Corporate Social Responsability.

La CSR non prende forma solo grazie ad un documento contabile, ma si riflette sulle scelte di acquisto dei consumatori e a volte le aziende, dalle più piccole alle più grandi, compiono l’errore di sottovalutare questo aspetto dell’agire imprenditoriale. Se si ignorano gli aspetti della sostenibilità e del rispetto di tutti gli stakeholders, allora si ignora il fatto che i consumatori non considerano l’offerta di un’impresa unicamente rispetto al valore economico dei beni e servizi offerti. Non considerano solo i benefici e i sacrifici che deriveranno da quell’acquisto, ma sono influenzati fortemente dall’immagine di marca e dai valori che questa trasmette. Non a caso tra gli addetti ai lavori si afferma che il consumatore, quando acquista un prodotto, acquista anche l’azienda nella sua complessità.

Se è vera l’ultima proposizione, allora sarà vero che nessuno di noi sarebbe disposto ad acquistare un prodotto che appare come socialmente indesiderabile. Quanti di noi acquisterebbero un prodotto sapendo che l’azienda che lo pone sul mercato ha una pessima reputazione in termini di rispetto ambientale e delle popolazioni locali? Forse pochi, forse nessuno. Ecco, la CSR è tutto questo e le Junior Enterprise, anche se non sono ovviamente obbligate a redigere la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, non possono esulare i loro comportamenti da quanto finora esposto. Verrebbe da dire, anzi, che dovrebbe essere una delle colonne portanti dell’agire sociale quello della sostenibilità ambientale e del rispetto dei soci in tutte le sue forme.

Noi di JECatt cerchiamo in ogni azione e in ogni singolo progetto di attuare questa filosofia d’impresa. Perché al di là degli obblighi legislativi rispettare il territorio circostante, combattere la corruzione, favorire il proliferare di energie rinnovabili, non vuol dire forse assicurarci un futuro migliore?

Non a caso quest’anno il Jade Italia May Meeting ha avuto come tema la sostenibilità sociale, economica ed ambientale, a conferma di quanto il movimento delle Junior Enterprise sia attento a questa tematica, con la forte convinzione che degli Junior Entrepreneur responsabili oggi, saranno degli Entrepreneur responsabili domani.

Federico Longo  

JECatt Marketing & Communication Consultant