La Moda Made in Italy rappresenta uno dei settori trainanti dell’economia in Italia, oltre ad essere uno dei più flessibili e resilienti. 

Pix Data, agenzia di digital intelligence e digital consulting, ha analizzato il web sentiment (analisi computazionale di sentimenti e opinioni degli individui) in riferimento alla moda Made in Italy nella fase pre, durante e post Covid-19,
stilando un insight di mercato, per anticipare le richieste dei futuri potenziali consumatori. 

Dall’analisi rilevano tre parole su cui si baserà la realtà imprenditoriale del fashion del futuro: sostenibilità, qualità e accessibilità

Luca De Albertis, co-CEO di Pixdata, ha dichiarato che quando si fa riferimento alla sostenibilità e alla qualità, il sentiment negativo registra una decrescita dal 35% al 17%. Il target analizzato riguarda la generazione Z e i Millenials, più aperti al cambiamento, flessibili, ma con un basso potere d’acquisto. È fondamentale, quindi, offrire al mercato prodotti che siano di qualità, ma ad un prezzo contenuto, incentivando fenomeni come il noleggio e il riutilizzo.

In una prospettiva futurista De Albertis, inoltre, sostiene che il retail cambierà radicalmente e i negozi diventeranno dei Media Outlet, puntando sulla narrazione del brand e offrendo un viaggio esperienziale al consumatore.

La digitalizzazione diventa indispensabile: offre importanti vantaggi come la possibilità di comunicare con il consumatore e l’ottimizzazione dei processi organizzativi interni, fondamentali durante quest’epoca. Maria Elena Molteni, direttore responsabile di Luxury and Finance, conferma tale teoria sostenendo che la digitalizzazione, oggi più che mai, è una necessità per essere presenti nel mondo: è fondamentale investire con strumenti adeguati sul comparto tessile-abbigliamento per il rilancio economico. Tuttavia, Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, rende noto da un’analisi di bilancio sui consumi, che i fashion stores registrano un decremento nelle vendite del -76% rispetto allo stesso periodo pre-Covid; per il 17% un andamento uguale all’anno precedente e per il 7% un incremento.

Prendendo in considerazione il cambiamento da Covid-19, il team di Certilogo, azienda che si occupa di autenticazione di prodotti e consumer engagement in riferimento al fashion e al luxury, ha condotto un’analisi sulle autenticazioni, rilevando l’affermarsi di fenomeni, quali il mercato dei falsi e l’aumento degli acquisti online, le vendite online ed il brand engagement, il mercato dell’usato e la moda “Do it yourself”.

Per quanto riguarda il mercato dei falsi e l’aumento degli acquisti su Internet, i dati hanno rilevato che, durante l’emergenza COVID-19, i consumatori hanno dimostrato un’attenzione verso l’utilizzo di sistemi di verifica dell’autenticità del prodotto, per cui è necessario un diretto contatto con il brand. Inoltre, gli acquisti online hanno registrato una crescita del 20%, come affermano i resoconti delle vendite e il report Q1 Shopping Index di Salesforce, che raccoglie e analizza il comportamento di oltre un miliardo di consumatori.
Oggi, anche i consumatori tradizionali stanno scoprendo le opportunità dei canali digitali. I brands, a loro volta, offrono veri e propri viaggi virtuali ed esperienziali puntando sulla sfera emotiva.

Inoltre, la pandemia sembra poi aver contribuito ad una vera e propria esplosione del mercato dell’usato, il quale registra una crescita esponenziale. A conferma di ciò, i prodotti acquistati sui market-place nel 2020 hanno registrato una crescita del 41% rispetto all’anno precedente. I consumatori, quindi, hanno deciso di rivendere capi e accessori.

Lo sviluppo del paradigma “Fashion Do It Yourself” evidenzia come i giovani amino personalizzare e riassemblare gli abiti; l’Instagram generation si dimostra creativa e connessa, con particolare attenzione al riciclo e al riutilizzo, implementando il marketing della nostalgia con prodotti vintage e intensificando comportamenti etici e sostenibili.

L’industria creativa riesce, quindi, a relazionarsi con l’ambiente circostante, cogliendone gli aspetti negativi, interiorizzandoli e positivizzandoli con grande professionalità, attraverso processi di adattamento alle contingenti dinamiche sociali.

Silvia Scotto di Santolo