La situazione pandemica tutt’ora in corso ha stravolto la routine e le principali abitudini della popolazione in ogni parte del mondo. Le misure contenitive attuate dai governi hanno ricollocato i cittadini di ogni età e genere nel loro ambiente più intimo e privato, ovvero la casa. Queste mura si sono infatti trasformate allo stesso tempo in luogo di lavoro, studio e condivisione con i propri cari durante tutta la durate del cosiddetto “lockdown”. L’elemento cardine che ha reso possibile la transizione e l’attuazione del famigerato smart working e della didattica on-line (attività necessarie e imprescindibili) è senza dubbio rappresentato dalla tecnologia. I principali sistemi tecnologici sono entrati in modo preponderante, in questo periodo più che mai, nella vita di tutti i giorni con annessi vantaggi e svantaggi.

I principali lati positivi sono rappresentati dalla continuità con cui alcuni settori (uno su tutti l’e-commerce) hanno cercato di trainare avanti l’economia del Paese in un periodo durante il quale tutti i principali indicatori economici registravano i peggiori risultati negativi dal dopoguerra ad oggi. In secondo luogo, anche la didattica, da quella materna fino a quella universitaria, ha virato le modalità di comunicazione ed istruzione sul mondo digitale, permettendo così di mantenere un rapporto (seppur di minor intensità) con i propri operatori e studenti.

La reazione di JEcatt

La qualità della flessibilità, ovvero la capacità ad adattarsi a cambiamenti profondi ed improvvisi, si è mostrata elemento essenziale per qualsiasi attività operante nella maggior parte dei settori del tessuto economico. E JECatt non è stata esclusa. La nostra Junior Enterprise ha dovuto infatti attuare modifiche tempestive nelle prassi aziendali, uno su tutti riguardante le modalità di gestione del recruitment. Questa operazione infatti, si è svolta di pari passo al periodo di misure contenitive, particolarmente stringenti fin dal primo momento nel territorio lombardo. Tutti i soci, candidati compresi, hanno dunque sostenuto questo processo di formazioni e task interamente per via telematica, con annessi vantaggi e svantaggi.

In ottica futura, e date le possibilità di un ritorno di questo virus nei mesi autunnali, le aziende e gli atenei stanno implementando e rafforzando le modalità di lavoro a distanza, in modo da non arrivare impreparata ad un eventuale secondo shock dell’attività economica cercandone di contenere l’urto.

Sviluppi futuri

Analizzati dunque i maggiori benefici raggiunti in tale periodo dall’IT, il dibattito sugli scenari futuri circa l’utilizzo e l’implementazione torna con forza a riempire le prima pagine dei quotidiani.

Proprio in questi giorni, il Manager Vittorio Colao, su incarico del presidente del consiglio Giuseppe Conte, ha varato le linee guida che sono emerse dalla sua task force e che indicano le principali operazioni ritenute necessarie per assicurare una costante ripresa dell’economia. Le misure inerenti al campo tecnologico, delineate nella pubblicazione relative al campo “ricerca e competenze” riguardano l’implementazione di una rete 5G ed il disincentivo all’utilizzo del contante.

Con riferimento alla prima tematica trattata, ovvero il 5G, si può dire che proprio questo sistema è stato al centro di numerose polemiche durante lo scoppio e la diffusione della pandemia. Accusata delle più disparate colpe e improbabili teorie, questa nuova tecnologia si pone l’obiettivo semplice di offrire una maggior copertura (a banda larga) nelle principali città italiane, in modo da semplificare i processi di aggiornamenti telematici, in particolar modo per le PMI.

Il secondo punto trattato dal gruppo di esperti, ovvero quello del disincentivo all’utilizzo del contante, non è stato da meno ed ha nuovamente acceso gli animi nello scenario politico. Fin dal primo momento, alcuni partiti hanno innalzato un muro di opposizione verso questa possibilità a fronte di strumenti di pagamento elettronici o moneta emanata dagli IMEL. Da un punto di vista economico e gestionale, per le banche e gli istituti di credito, l’abbandono del contante sarebbe fondamentale in un momento così delicato, con il risultato di una miglior amministrazione e tracciabilità della liquidità bancaria e non. Inoltre, mediante il perseguimento di questa strategia, si compirebbe un ulteriore passo avanti nella lotta all’evasione ed al lavoro “in nero”.

Sotto un altro punto di vista invece, come sottolineato da numerosi giornalisti, scrittori ed esponenti pubblici, questa manovra potrebbe essere interpretata come un ulteriore limitazione alle libertà e scelte personali. L’argomento è stato particolarmente sentito e dibattuto in seguito alle misure adottate dal governo, che alcuni hanno infatti ritenuto incostituzionali o “da regime”.

Dopo anni di pensieri discordanti, confronti, dibatti e decisioni con talvolta scarsi risultati, è giunto il momento di delineare in che modo e soprattutto con quale grado di specializzazione il nostro Paese voglia inserirsi in un contesto sempre più competitivo, tecnologico e connesso, sfruttando al meglio questo shock senza precedenti come trampolino di rilancio verso una nuova ottica di crescita futura.

Nicola De Costanzi
Area Sales&Business Development